Auto su una strada di montagna nelle Alpi
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Importare un’auto usata dalla Germania: guida per concessionari

La Germania ha la più grande offerta di auto usate d’Europa. Come trovare le auto giuste, acquistarle in modo corretto ai fini IVA, portarle in Italia e immatricolarle – passo dopo passo.

Redazione CarFalke

La Germania è il più grande mercato dell’usato d’Europa: milioni di auto su mobile.de, AutoScout24 e Kleinanzeigen, molte di primo proprietario e con tagliandi completi. Per i concessionari italiani è un’opportunità – se vedi presto le auto giuste, le valuti correttamente e sai quanto costa l’importazione in Italia. Questa guida ti accompagna nell’acquisto passo dopo passo.

In sintesi
  • La Germania ha la più grande offerta di auto usate d’Europa; i tre grandi portali la coprono quasi per intero.
  • È il venditore a decidere l’IVA: concessionario con IVA esposta, concessionario in regime del margine o privato.
  • Porta con te gli originali della Zulassungsbescheinigung Teil I e Teil II, il contratto di acquisto e, se c’è, il COC.
  • L’auto arriva in Italia con targhe export o su bisarca; le targhe temporanee tedesche non sono affidabili all’estero.
  • Immatricolazione e imposte in Italia vanno messe nel calcolo fin dall’inizio.
Non è consulenza legale o fiscale
Informazioni generali, non consulenza fiscale o legale; aggiornate a novembre 2026. Fanno fede le regole delle autorità italiane e il tuo commercialista.

1. Perché i concessionari comprano in Germania

  • L’offerta più grande: più auto di ogni marca, modello e motorizzazione che in qualsiasi altro paese europeo.
  • Prezzi che tornano: forte concorrenza e tanti venditori privati tengono bassi i prezzi richiesti.
  • Storia verificabile: HU (la revisione tedesca), libretto tagliandi, proprietari precedenti e assenza di incidenti sono spesso indicati nell’annuncio.
  • Tre grandi portali: mobile.de, AutoScout24 e Kleinanzeigen – insieme coprono quasi tutto il mercato.

2. Trovare le auto giuste

La sfida è la velocità: le buone offerte spesso spariscono in poche ore, e i commercianti tedeschi le vedono per primi. Imposta i tuoi criteri d’acquisto come ricerche salvate – marca, modello, prezzo, chilometraggio – e limita il raggio alle zone adatte alla tua logistica, per esempio attorno a Monaco di Baviera, Rosenheim, Garmisch-Partenkirchen o Lindau.

  • Verifica se vende un concessionario o un privato: da questo dipende il trattamento IVA (sezione 3).
  • Usa la valutazione del prezzo dei portali come primo filtro, ma valuta ogni auto tu stesso rispetto a offerte comparabili.
  • Chiama subito – i venditori tedeschi sono abituati ad acquirenti dall’estero; la telefonata si fa in tedesco o in inglese.

CarFalke legge i tre portali ogni minuto e ti mostra i nuovi annunci in italiano, con valutazione del prezzo, valore di mercato da offerte comparabili, tipo di venditore e numero di telefono dell’annuncio.

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3. L’acquisto: concessionario o privato, e l’IVA

All’interno dell’UE il trattamento IVA dipende da chi vende e come:

  • Da un concessionario tedesco in regime IVA ordinario (nell’annuncio: “MwSt. ausweisbar”, IVA detraibile): il venditore fattura al netto sulla tua partita IVA come cessione intracomunitaria non imponibile; tu registri l’acquisto intracomunitario in Italia con l’inversione contabile (reverse charge). Assicurati che la tua partita IVA sia valida nel VIES e che il venditore riceva la prova dell’arrivo dell’auto (conferma di ricevimento, Gelangensbestätigung).
  • Da un concessionario tedesco in regime del margine (§ 25a UStG): la fattura non espone l’IVA e compri al prezzo lordo; non c’è acquisto intracomunitario. Di norma puoi rivendere l’auto in Italia in regime del margine.
  • Da un privato: niente IVA. La rivendita rientra di norma nel regime del margine.
  • I mezzi di trasporto nuovi (al massimo sei mesi dalla prima immatricolazione o al massimo 6.000 km) sono sempre tassati nel paese di destinazione – anche se acquistati da un privato.

In Italia l’aliquota IVA ordinaria sulle auto è del 22 %; per le auto usate vale il regime del margine (art. 36 D.L. 41/1995).

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4. I documenti da portare con te

  • Carta di circolazione tedesca (Zulassungsbescheinigung Teil I) e certificato di proprietà (Teil II, il “Fahrzeugbrief”) – in originale.
  • Certificato di conformità (COC) o la conferma dei dati tecnici del costruttore, se disponibile.
  • Contratto di acquisto o fattura con i dati di entrambe le parti e, tra commercianti, le due partite IVA e la dicitura sul trattamento IVA.
  • Certificato di radiazione (Abmeldebescheinigung), se l’auto è già stata radiata in Germania.
  • L’ultimo verbale HU (revisione tedesca) e la documentazione dei tagliandi.
Prima di tutto il telaio
Prima di pagare, confronta il numero di telaio (VIN) sui documenti con quello dell’auto. Se manca la Zulassungsbescheinigung Teil II, lascia perdere.

5. Portare l’auto in Italia

Le strade abituali sono due: guidare l’auto con targhe export tedesche (Ausfuhrkennzeichen, con assicurazione e HU valida) oppure farla ritirare da un trasportatore. Le targhe temporanee tedesche (Kurzzeitkennzeichen) non sono riconosciute in modo affidabile all’estero. Per più auto o lunghe distanze la bisarca è di solito più economica e più sicura.

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6. Immatricolazione in Italia

Un’auto usata proveniente da un altro paese UE va “nazionalizzata”: immatricolata presso la Motorizzazione Civile e iscritta al PRA, di solito tramite uno STA (Sportello Telematico dell’Automobilista) o un’agenzia di pratiche auto. In sintesi:

  1. Raccogli la Zulassungsbescheinigung Teil I e Teil II, il certificato di conformità (COC) o i dati tecnici e la fattura o il contratto di acquisto.
  2. Documenta il trattamento IVA dell’acquisto (acquisto intracomunitario o regime del margine).
  3. Fai la revisione se l’età dell’auto la richiede o se l’ufficio la chiede.
  4. Immatricola l’auto presso la Motorizzazione e il PRA, paga IPT e diritti, assicurala e ricevi il Documento Unico (DU) e le targhe.

Molti concessionari affidano le pratiche a un’agenzia di pratiche auto, che conosce gli uffici locali e gestisce più auto alla volta.

Imposte all’importazione

All’immatricolazione è dovuta l’imposta provinciale di trascrizione (IPT), che dipende dalla potenza dell’auto e dalla provincia. Sulle auto provenienti da altri paesi UE non c’è un dazio d’importazione separato.

7. Il calcolo dell’importazione

Un’importazione conviene solo se tutti i costi sono nel prezzo. Prima di chiamare, somma:

  • il prezzo d’acquisto e il trattamento IVA (al netto con partita IVA, regime del margine o privato),
  • il trasporto – come riferimento, CarFalke stima 150 € più 0,90 € al km, quindi circa 650 € per 550 km,
  • i costi di immatricolazione e le imposte in Italia,
  • traduzioni, revisione e ricondizionamento,
  • eventuali costi di cambio se paghi in un’altra valuta, e il tempo in cui l’auto resta ferma finché non è venduta.

Fissa il tuo prezzo d’acquisto massimo partendo dal prezzo di vendita realistico sul tuo mercato, meno tutti questi costi e il margine che vuoi ottenere. Il calcolo d’acquisto di CarFalke aggiunge il trasporto dal luogo dell’auto alla tua sede.

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Domande frequenti

No. Come concessionario compri con la tua partita IVA; per le cessioni non imponibili il concessionario tedesco la verifica nel VIES. I privati vendono a chiunque.
No, se l’auto ti viene ceduta come cessione intracomunitaria sulla tua partita IVA valida – in quel caso l’IVA la assolvi in Italia. Le auto vendute in regime del margine si comprano al prezzo lordo, senza IVA esposta.
Soprattutto l’IPT (imposta provinciale di trascrizione, in base a potenza e provincia), i diritti di immatricolazione e le targhe, più l’eventuale revisione e il compenso dell’agenzia. Calcolali prima di comprare.
Di solito con targhe export tedesche, con assicurazione e HU valida. Le targhe temporanee tedesche non sono riconosciute in modo affidabile all’estero; con una bisarca il problema non si pone.
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Redazione CarFalke

La redazione di CarFalke scrive per concessionari e buyer – di IVA, calcolo, portali e di tutto ciò che conta quando si comprano auto usate.

Questa guida ha scopo informativo generale e non costituisce consulenza legale o fiscale. Aggiornata alla data indicata sopra.

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